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COME AFFRONTARE LA DISMENORREA

  • studiosoftcarugate
  • 12 mar 2023
  • Tempo di lettura: 2 min

Di cosa si tratta?

Per dismenorrea primaria (PD) si intende un dolore crampiforme di origine mestruale non associato a patologie pelviche (Dawood, 2006). E' un disturbo ginecologico comune che può verificarsi in una grande percentuale di donne mestruate ed è spesso caratterizzato da sintomi associati, come nausea, vomito, diarrea, gonfiore delle gambe o dell'addome, tensione del seno e mal di testa (Dawood, 2006). Anche se la PD ha un impatto negativo sulla popolazione femminile, sembra essere accettata come una parte costituente dell'essere femminile e le figure che si occupano di problematiche ginecologiche vengono a malapena consultate per possibili soluzioni (Durain, 2004). La fisiopatologia della PD è ancora discussa e non completamente certa (Proctor et al., 2006). Tuttavia, è dimostrato che un aumento del livello di prostaglandine nel sangue mestruale gioca un ruolo importante, così come è stata individuata una correlazione tra PD e sensibilità centrale al dolore (Yunus, 2008).


Quali sono gli strumenti disponibili per il trattamento?

I farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) e i contraccettivi ormonali rappresentano il gold standard per alleviare il dolore mestruale e rilassare i muscoli uterini (Proctor and Farquhar, 2006). Sfortunatamente, mostrano un tasso di fallimento del 20-25% e una vasta gamma di effetti collaterali, quindi sono stati esplorati altri approcci (Yu, 2014). Evidenze limitate supportano la terapia manipolativa e fisica per la PD (Kannan and Claydon, 2014). La manipolazione spinale allevia il dolore (Molins- Cubero et al., 2014) e apparentemente riduce i livelli plasmatici circolanti delle prostaglandine (Kokjohn et al., 1997), ma i risultati non sono abbastanza conclusivi per raccomandare la manipolazione spinale per PD (Durain, 2004). Un numero considerevole di evidenze mostra l'efficacia del trattamento osteopatico sul dolore cronico e l'associazione tra manipolazione spinale e riduzione dei livelli plasmatici circolanti di prostaglandine (Molins-Cubero et al., 2014). Inoltre, le tecniche ad alta velocità a bassa ampiezza applicate alla colonna lombosacrale e cervicale si sono dimostrate correlate alla significativa riduzione dell'eccitabilità dei riflessi spinali, suggerendo così cambiamenti transitori corticali (Fryer and Pearce, 2012).

In un recente studio il trattamento osteopatico (OMT) è risultato benefico per quanto riguarda l’intensità dei dolori mestruali, la qualità della vita, altri sintomi associati alla dismenorrea, il numero di farmaci antidolorifici assunti e il numero di giorni di assenza dal lavoro o dall’attività scolastica. Questo studio conferma che il trattamento osteopatico rappresenta una strategia da tenere in considerazione nella dismenorrea soprattutto se consideriamo che la terapia farmacologica classica si affida agli antinfiammatori (che in 1 caso su 4 sono inefficaci) e alla terapia ormonale (con tutti gli effetti collaterali a medio e lungo termine ormai documentati) (Zecchillo et al., 2017). Pertanto, l'OMT potrebbe rappresentare un'aggiunta efficace agli strumenti disponibili per il trattamento di pazienti con dismenorrea (Schwerla, Wirthwein, Rütz and Resch, 2014).


Sonia Zanini, FT, DO



 
 
 

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