L’ALLATTAMENTO AL SENO
- studiosoftcarugate
- 12 mar 2023
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Epide

miologia e Raccomandazioni
In base ai dati italiani attualmente disponibili si può stimare che nei primi giorni di vita cominci ad allattare al seno oltre l’85,5% delle donne, ma giunga ad allattare esclusivamente al seno alla dimissione ospedaliera il 77% ed a 6 mesi di vita solamente il 10 %. Gli stessi dati mostrano che allattano in proporzione minore le donne che hanno avuto un parto cesareo o un parto pretermine, in questi casi più difficilmente si verificano le condizioni favorevoli per iniziare l’allattamento (Epicentro.iss.it, 2015).
Le raccomandazioni mondiali della WHO e dell’UNICEF riguardanti la nutrizione ottimale del neonato, come stabilito nel “The Global Strategy”, sono: allattamento esclusivo per i primi 6 mesi, e alimentazione nutrizionalmente adeguata complementare sicura dai 6 mesi di vita abbinata all’allattamento al seno fino ai due anni di età e oltre (Kramer and Kakuma, 2012).
I benefici dell’allattamento naturale
Un’adeguata nutrizione durante l’infanzia e la prima infanzia è fondamentale per assicurare la crescita, la salute e lo sviluppo del bambino al massimo delle sue potenzialità. L’allattamento al seno permette di assicurare un adeguato sviluppo del neonato, ha degli effetti benefici sulla salute della madre, migliora la relazione mamma- bambino e riduce i costi dell’assistenza sanitaria.
Difficoltà di allattamento al seno e osteopatia
Uno dei motivi del mancato allattamento al seno può essere ricercato nelle alterazioni biomeccaniche e neurofisiologiche del bambino stesso. I primi movimenti deglutitori nel feto si registrano a partire dalla tredicesima settimana di vita intrauterina, invece la suzione, con un movimento combinato della lingua compare alla ventiseiesima settimana gestazionale (Genna, 2017). La fisiologica sequenza di suzione, deglutizione e respirazione richiede l'integrazione di più sistemi del sistema nervoso centrale (SNC) in modo da consentire l’alimentazione garantendo la respirazione (Glass and Wolf, 1994). I neonati a termine hanno questa capacità, mentre i neonati pretermine, a meno di trentadue settimane di PCA, sono neurologicamente immaturi e raramente sono in grado di tale coordinamento (Delaney and Arvedson, 2008). Da un punto di vista biomeccanico le alterazioni della posizione assunta dal feto in utero, i traumi da parto, il torcicollo miogeno, le asimmetrie mandibolari, la presenza di frenulo corto, disfunzioni a carico della colonna cervicale e del torace così come presenza di ragadi mammarie e mastite sono considerate condizioni predisponenti una difficoltà di attaccamento al seno. Il trattametno manipolativo osteopatico, nei diversi studi, è risultato risolvere problematiche biomeccaniche, neurofisiologiche ed immunologiche nei neonati. Da un recente studio (Herzhaft-Le Roy, Xhignesse and Gaboury, 2016) finalizzato a valutare l’intervento dell’OMT sulle difficoltà alla suzione, è emerso che un unico trattamento osteopatico associato al supporto di consulenti all’allattamento è efficace per ridurre le difficoltà di suzione biomeccaniche nei neonati di età inferiore a sei settimane.
Sonia Zanini, FT, DO




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