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Le Cicatrici Ostetriche

  • studiosoftcarugate
  • 23 gen 2023
  • Tempo di lettura: 2 min

Aggiornamento: 25 gen 2023

Kintsugi, che significa: “kin” (oro) e “tsugi” (riunire, riparare, ricongiungere), letteralmente, “riparare con l’oro”.

In Giappone, quando un oggetto in ceramica si rompe, lo si ripara con l’oro, perché un vaso rotto può divenire ancora più bello di quanto già non lo fosse in origine.




Dati epidemiologici in Italia

I recenti dati ISTAT riportano che nell’anno 2016 il 33,7% dei parti è avvenuto con taglio cesareo, invece tra le procedure assistenziali adottate nel caso di parto naturale vi è l’uso sistematico dell’episiotomia, osservato in più di un terzo dei casi (34,6%). Questa procedura viene attuta per allargare il canale del parto con la sua presunta capacità di ridurre le lacerazioni e l’incontinenza dovute al parto. Tuttavia secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, nella maggior parte dei casi il ricorso all’episiotomia non presenta benefici sostanziali ma al contrario, può aumentare il rischio di danni perineali e l’insorgere di complicazioni (Istat, 2016).


Il tessuto cicatriziale e il trattamento osteopatico

La cicatrice rappresenta il risultato finale del processo di riparazione del tessuto, che nel caso specifico del processo del parto è costituito dal taglio cesareo, dall’episiotomia o dalla lacerazione spontanea.

Il tessuto cicatriziale non è mai così funzionale come il tessuto originale che ha sostituito, può produrre complicanze estetiche e funzionali più gravi della ferita originale. Il tessuto che prima era in grado di allungarsi e modellarsi

facilmente ora diventa ristretto, con un range di movimento limitato. Questi cambiamenti strutturali possono causare dolore, neurotensione, intorpidimento, limitazione di movimento e flessibilità, squilibrio posturale,

indebolimento muscolare e aumento del rischio di traumi futuri. Il tessuto cicatriziale può anche comportarsi come una barriera che ostacola il drenaggio linfatico e la circolazione sanguigna,determinando quindi una congestione locale,

con conseguente difficoltà di ossigenazione e nutrimento del tessuto interessato (Lewit and Olsanska, 2004). In particolare, le cicatrici nella zona addominale, possono essere causa di disturbi intestinali, dolori addominali cronici, problemi di postura, dolori lombari e alterazioni della deambulazione. Le lacerazioni spontanee del pavimento pelvico o l’episiotomia possono creare alterazioni della funzionalità della muscolatura del pavimento pelvico, con possibili conseguenti problemi di incontinenza, prolasso e dispareunia. Si è visto che l’utilizzo di manipolazioni di vario genere, che coinvolgono il massaggio profondo, tecniche di scollamento dei tessuti e miofasciali, possono creare un miglioramento della sintomatologia e dello stato tissutale. In questo contesto l’osteopatia può essere considerata un valido trattamento adiuvante. Nel caso specifico di cicatrici e aderenze l’obiettivo dell’osteopatia sarà quello di riportare i tessuti molli in uno stato più funzionale possibile, migliorando l’elasticità, permettendo una comunicazione e una trasmissione del movimento più fisiologica, favorendo gli scambi fluidici e riducendo il dolore.


Sonia Zanini, FT, DO


 
 
 

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